love is a deeper season
than reason;
my sweet one
(and april’s where we’re)
— e.e.cummings (via privaterenaissance)
Miserum te iudico quod numquam miser fuisti.
— Seneca, De Providentia, Caput IV.
Morieris non quia aegrotas sed quia vivis.
— Seneca, Epistolae ad Lucilium, Epistola LXXVIII, Liber IX
A mio giudizio, disse Austerlitz, noi non comprendiamo le leggi che regolano il ritorno del passato, e tuttavia ho sempre più l’impressione che il tempo non esista affatto, ma esistano soltanto spazi differenti, incastrati gli uni negli altri, in base a una superiore stereometria, fra i quali i vivi e i morti possono entrare e uscire a seconda della loro disposizione d’animo, e quanto più ci penso, tanto più mi sembra che noi, noi che siamo ancora in vita, assumiamo agli occhi dei morti l’aspetto di esseri irreali e visibili solo in particolari condizioni atmosferiche e di luce.
[Austerlitz]
via ciriffo
Skolko zim, skolko let!
Comunque, l’inverno è una stagione astratta: smorza i colori, anche in Italia, e impone le leggi del freddo e delle giornate brevi. Queste circostanze addestrano l’occhio a studiare il mondo esterno con un’intensità superiore a quella della lampadina elettrica che la sera ti aiuta a esaminare la tua fisionomia. Se questa stagione non ti calma necessariamente i nervi, li subordina però ai tuoi istinti: alle basse temperature la bellezza è bellezza.
— Iosif Brodskij, Fondamenta degli incurabili (via privaterenaissance)


